Un uso sfrenato di instagram sembra aumentare il rischio di avere disturbi psichici. Cosa c’è di vero nella demonizzazione di questo social media?

Instagram è accusato di essere tra le principali cause del vertiginoso aumento di stress e disturbi mentali registratosi negli ultimi anni, e numerose inchieste testimoniano che i social hanno avuto un impatto sia positivo che negativo sulla salute mentale delle persone.
In tal senso Instagram, che dal 2012 appartiene a Facebook, si classifica in tutte le ricerche come il social peggiore per la salute mentale e il benessere, perchè come piattaforma si fonda sull’immagine e l’apparenza e ciò sembra generare sentimenti di inadeguatezza e ansia nei giovani. Sentiamo il bisogno di apparire per quello che non siamo (o almeno non lo siamo h24) e difficilmente condividiamo su Instagram i nostri momenti bui. Si diventa il bisogno indotto di noi stessi ed aumenta il rischio di malattie mentali.
Le Instagram Stories hanno finito di abbattere quel muro che una volta separava la sfera privata da quella pubblica; sappiamo tutto di cosa fanno gli altri e
la sete di like non sembra placarsi. Ciò aumenta il nostro livello di stress che combinato con la frenesia contemporanea genera un cocktail mortale di infelicità. impossibile sfuggire all’invito di questo grande fratello in cui dominano manie di protagonismo e voglia di esserci a ogni costo.
Gli accusatori vogliono incentivare un uso di Instagram e degli altri social più moderato e incentrato su questioni “alte”, in direzione contraria all’attuale fruizione vincolata a logiche di mercato ed entertainment. Può essere una soluzione impiegare questi moderni strumenti anche per migliorare la psicoeducazione e l’autoconsapevolezza della salute mentale. I giovani a volte si sentono più a loro agio nel parlare di problemi personali online.
Sono pochi quelli che hanno compreso il rischio a cui si va incontro se non si prendono provvedimenti nell’immediato. In molti auspicano una presa di posizone da parte delle istituzioni, attualmente sorde di fronte al web, che porti all’insegnamento di “educazione al digitale” nelle scuole. Le nuove generazioni devono imparare fin da subito a padroneggiare strumenti che se approcciati in maniera errata e inconsapevole possono risultare dannosi.